29 Luglio 2010

Luigi e Valeria
Luigi e Valeria
Luigi e Valeria
Luigi e Valeria
Luigi e Valeria

Il Terremoto

L’inizio della sequenza sismica

La scossa della notte del 6 aprile è stata preceduta da una lunga serie di scosse.

La sequenza si è aperta con una scossa di lieve entità (magnitudo 1,8) il 14 dicembre 2008[3] e poi è ripresa con maggiore intensità il 16 gennaio 2009[6] con scosse inferiori a magnitudo 3,0 per poi protrarsi, con intensità continuamente crescente, fino all’evento principale.[7]

Inizialmente, oltre alla zona dell’aquilano, è stata interessata, come epicentro dell’attività, anche la zona di Sulmona (17 e 29 marzo 2009, magnitudo 3,7 e 3,9). Nei giorni successivi alla scossa principale altri intensi focolai sismici si sono sviluppati a sud-est del capoluogo (Valle dell’Aterno, epicentro Ocre: scosse del 7 e dell’8 aprile 2009 con magnitudo tra 3 e 5,6 Mw) e poco più a nord (zona del Gran Sasso, epicentro Campotosto: scosse del 6, 7, 8, 9, 10 e 13 aprile 2009 con magnitudo tra 3,1 e 5,4 Mw).le scosse di assestamento si sono prolungate per circa un anno dall’evento principale.

La Prefettura dell’Aquila dopo il sisma.

Il 6 aprile

La scossa distruttiva si è verificata il 6 aprile 2009 alle 03:32 (ora locale, ovvero le 01.32 UTC). L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha registrato un sisma di magnitudo momento 6,3 Mw. Secondo la scala di magnitudo locale (scala Richter) il valore è stato di 5,9 Ml[8]. In termini di scala Mercalli di misurazione dei danni, la stima iniziale dell’INGV è stata dell’VIII/IX grado.

Vi è stata una certa confusione sul valore della magnitudo, sia per l’uso di scale di magnitudo diverse, sia per poca chiarezza nella loro presentazione. Ad esempio, una sezione del sito internet dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia riporta una registrazione di una magnitudo 6,2 Scala Richter, mentre in altre sezioni è stato presente per circa un anno il dato 5,8 Ml[9].

Il 4 aprile 2010 l’INGV rettifica la magnitudo locale in 5.9 Ml, valore determinato da “calcoli successivi di maggiore precisione”[10]. Tuttavia l’analisi testuale del fenomeno presente sul sito istituzionale dell’INGV riporta ancora il valore 5,8 Ml[11].

Alcuni giornali e un telegiornale nazionale hanno riferito che l’INGV avrebbe rivisto, nelle ore seguenti all’evento, le stime della magnitudo Richter[12][13]. I dubbi sulla reale magnitudo sono ancora in parte dovuti anche al fatto che nella confusione nei primissimi minuti dopo il sisma, in attesa di calcoli precisi, erano stati diffusi dati fantasiosi sulla reale intensità del sisma.[14].

Dopo il 6 aprile

Nelle 48 ore dopo la scossa principale, si sono registrate altre 256 scosse, delle quali più di 150 nel giorno di martedì 7 aprile, di cui 56 oltre la magnitudo 3,0 della scala Richter. Tre eventi di magnitudo superiore a 5,0 sono avvenuti il 6, il 7 e il 9 aprile. Dall’esame dei segnali della stazione INGV aquilana (AQU, ubicata nei sotterranei del Forte spagnolo), sono state conteggiate oltre 10.000 scosse[15].

Un altro evento di magnitudo 4,7 Mw (4,5 Ml)[16] è avvenuto alle ore 22.58 del 22 giugno, con epicentro vicino all’abitato di Pizzoli, a 11 km dall’Aquila. Nella stessa giornata, e soprattutto nella mattinata immediatamente successiva ci sono state anche numerose scosse minori.

Altre scosse rilevanti si sono verificate il 3 luglio (magnitudo 4.1 Ml alle ore 13:03 con epicentro tra L’Aquila e Pizzoli, preceduta da altri due eventi di magnitudo 3,4 Ml alle ore 03.14 e 3,6 Ml alle ore 11.43), il 12 luglio (magnitudo 4,0 Ml alle ore 10.49 con epicentro tra L’Aquila e Roio Poggio[17]) e il 24 settembre (magnitudo 4,1 Ml alle ore 18:14 con epicentro tra L’Aquila e Pizzoli[18]).

Nell’anno che ha seguito l’evento del 6 aprile, l’INGV ha registrato circa 18.000 terremoti in tutta l’area della città dell’Aquila[19].

Danni e vittime

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Lista dei monumenti colpiti dal terremoto dell’Aquila del 2009.
Nazionalità Morti Feriti Dispersi
Bandiera  dell'Italia Italiani 286[20] 1.173 0
Bandiera della  Macedonia Macedoni 6[21]
Bandiera della  Romania Romeni 5[22]
Bandiera  della Repubblica Ceca Cechi 2[23]
Bandiera della  Palestina Palestinesi 2[24]
Bandiera  dell'Ucraina Ucraini 2[25]
Bandiera della  Grecia Greci 1[26] 5
Bandiera della  Francia Francesi 1[27]
Bandiera d'Israele Israeliani 1[28]
Bandiera  dell'Argentina Argentini 1[29]
Bandiera del Perù Peruviani 1[30]
Totale 308[1] 1.500 ca. 0

Soccorsi al lavoro tra le macerie

Il bilancio definitivo è di 308 morti[31][1][32], circa 1600 feriti di cui 200 gravissimi ricoverati negli ospedali di Teramo, Avezzano, Chieti, Pescara, Ancona, Roma, Rieti, Foligno e Terni, circa 65.000 gli sfollati[33], alloggiati momentaneamente in tendopoli, auto, alberghi lungo la costa adriatica[34]. Tra le vittime anche Lorenzo Sebastiani, giovane rugbysta dell’Aquila Rugby, Lorenzo Cini, pallavolista in serie B e il calciatore di eccellenza Giuseppe Chiavaroli.

Il quotidiano abruzzese Il Centro ha pubblicato un database in continuo aggiornamento, con nome, cognome, foto, età, luogo di nascita, di morte, nazionalità, sesso e una breve storia di ogni persona morta sotto le macerie.[1]

Numerose le persone estratte vive dalle macerie, anche dopo molte ore dalla scossa principale, tra cui Marta Valente 24 anni di Bisenti, studentessa di Ingegneria, salvata dopo 23 ore, Eleonora Calesini, 21 anni di Mondaino, estratta dopo 42 ore,[35] nonché Maria D’Antuono, 98 anni di Tempera, trovata viva dopo 30 ore, che ha affermato di aver trascorso il tempo lavorando all’uncinetto[36].

Il terremoto è stato avvertito su una vasta area comprendente tutto il Centro Italia, fino a Napoli, causando panico tra la popolazione, e inducendola a riversarsi in strada. La regione più colpita è stata l’Abruzzo, seguita dal Lazio. Alcuni lievi danni sono stati riscontrati nella zona di Ascoli Piceno, nelle Marche[37]. Secondo le stime inviate dal Governo Italiano alla Commissione Europea per accedere al Fondo Europeo di Solidarietà, il danno ammonta a circa 10.212.000.000 €[38].

Al 9 agosto 2009 secondo la Protezione Civile gli sfollati erano 48.818, di cui 19.973 presso 137 tendopoli (in 5029 tende), 19.149 in alberghi e 9.696 presso case private. A questi vanno aggiunte 273 persone presenti in 9 campi spontanei[39].

Al 14 novembre 2009 il numero degli sfollati risultava pari a 21.874, di cui 671 in 17 tendopoli, 13.224 presso strutture alberghiere (delle quali 8.832 fuori della provincia dell’Aquila) e 7.979 in case private. Vi sono poi 4.764 persone che hanno avuto una sistemazione nelle C.A.S.E. (Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili) e 480 nei M.A.P. (Moduli Abitativi Provvisori)[40].

Al 22 gennaio 2010 il numero degli sfollati risultava pari a 10.128, di cui 1.123 nelle caserme di Coppito e Campomizzi, 8.905 presso strutture alberghiere (delle quali 6.195 fuori della provincia dell’Aquila). Vi sono poi 12.056 persone che hanno avuto una sistemazione nelle C.A.S.E. (Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili) e 2.362 nei M.A.P. (Moduli Abitativi Provvisori)[41][42].

Abruzzo

La Chiesa della Concezione a Paganica

La Chiesa della Concezione a Paganica dopo i puntellamenti

Subito si è provveduto all’istituzione di tende da campo mentre i ricoverati all’ospedale San Salvatore, dichiarato inagibile al 90%[43], sono stati trasportati in una tendopoli adibita ad ospedale oppure all’ospedale di Avezzano e in altre strutture della provincia. Il sisma ha completamente sventrato la sede della Prefettura dell’Aquila che avrebbe dovuto essere il centro di coordinamento dei soccorsi.

Tra gli edifici più importanti che sono crollati in città ci sono, appunto, la Prefettura, la cupola della chiesa delle Anime Sante, una parte della Casa dello Studente, il Dipartimento di Storia e il Polo d’Ingegneria dell’Università dell’Aquila e l’hotel “Duca degli Abruzzi”. La situazione più grave, escludendo il centro storico dell’Aquila, è in Via XX Settembre e nella zona della Villa Comunale, dove molte abitazioni sono inagibili: molte case sono state seriamente danneggiate, una è crollata completamente vicino al palazzo dell’ANAS e altre sono venute giù in Via S.Andrea e in Via Campo di Fossa. Si stima che 10/15 mila siano gli edifici danneggiati[44].

I provvedimenti presi sono stati molteplici. Innanzitutto è stato chiuso il tratto autostradale della A24 compreso tra Valle del Salto e Assergi in entrambe le direzioni. L’autostrada è stata chiusa anche al traffico dei mezzi pesanti superiori alle 7,5 tonnellate nel tratto Roma-Tornimparte. Chiuso anche un tratto della Tiburtina Valeria da Corfinio verso Roma per verificare alcune strutture. Inoltre il Governo ha approvato un decreto che stabilisce lo stato di Emergenza Nazionale, attribuendo la qualifica di Commissario per l’emergenza a Guido Bertolaso; sono state predisposte le attivazioni delle unità di Vigili del Fuoco e Protezione Civile, la definizione delle linee logistiche e lo stanziamento, in seguito, dei fondi per la ricostruzione della città.

I mass media hanno offerto un’ampia copertura dell’accaduto. Reti televisive nazionali e locali hanno presentato in diretta gli avvenimenti già meno di un’ora dopo l’accaduto.

Edificio lesionato a San Martino d’Ocre

La Protezione Civile ha raccomandato di non mettersi in viaggio verso l’Abruzzo o verso Molise, Umbria e Marche per non intralciare i mezzi dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile. Ha inoltre lanciato un’allerta sismica della durata di 4 settimane, sconsigliando alle popolazioni di rientrare durante questo lasso di tempo nelle abitazioni rimaste indenni o leggermente lesionate, per la possibilità di repliche di eguale o addirittura superiore potenza.

Sono arrivati all’Aquila sin dal primo mattino, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Guido Bertolaso, il presidente della Regione Giovanni Chiodi e alcune colonne di automezzi della Protezione Civile. Nel pomeriggio sono arrivati il Presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi, il ministro dell’Interno Roberto Maroni e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli.

Lazio

Il sisma è stato avvertito in tutte le cinque province laziali, e specialmente nel reatino, dove tra giugno e agosto si è generato un vero e proprio sciame sismico autonomo rispetto a quello aquilano[45]. Tra i centri reatini più colpiti: Amatrice, Accumoli, Borgorose.

Il terremoto è stato forte al punto da creare danni fino a Roma. Qui, il sisma delle 3:32 ha fatto riversare moltissimi cittadini nelle strade. La scossa principale è stata seguita da altre due, una verificatasi alle 4:37 ed una seconda alle 18:38. Un primo bilancio parla di danni parziali alle Terme di Caracalla[46], di crepe su di un palazzo in via Andrea Doria (con conseguente evacuazione precauzionale di 8 appartamenti)[47] e di chiusura della scuola “Figlie della Sacra Famiglia” in viale della Primavera, nel quartiere periferico di Centocelle, per problemi di staticità. [48] Altre tre scosse poi, sono state avvertite nella capitale, una alle 01.15, una alle 11.27 ed una alle 19.47 del 7 aprile le quali sono state piuttosto forti (rispettivamente 4,8, 4,7 e 5,6 Mw di magnitudo). Viene segnalata la morte di un uomo anziano per infarto miocardico, indotto dallo spavento in seguito alla seconda forte scossa (quella della sera del 7 aprile) che ha interessato la capitale. L’ultima scossa avvertita è stata quella del 9 aprile alle ore 21.38 (magnitudo 5,4Mw).
Il terremoto è stato inoltre avvertito nel Viterbese e nelle città di Rieti, Latina, Tivoli, Guidonia e Frosinone e in altri comuni della Ciociaria e della zona del Cicolano, dove molti abitanti si sono riversati nelle strade a seguito della forte scossa delle 3.32. Anche alcune scosse di assestamento piuttosto forti sono state avvertite distintamente, contemporaneamente ad altre scosse avvenute nel reatino ed una scossa di magnitudo 3,2 ha colpito la provincia di Roma alle 9.04 dell’11 aprile (epicentro: Moricone, ipocentro: 25km)[49][50]. È stata nitidamente avvertita nella capitale anche la scossa del 22 giugno delle ore 22.58; tuttavia non si sono riscontrati danni a cose o persone.